Gli effetti psicologici della pandemia

 






Le restrizioni alla libertà di movimento che da molto tempo vengono giustamente imposte dai governi per limitare la diffusione del virus hanno stravolto le dinamiche naturali dei rapporti sociali. L'esigenza di tutti di incontrare amici e parenti per vivere con loro momenti di spensieratezza è stata disattesa dalla necessità di interesse pubblico di arrestare l'espandersi dei contagi. Il che ha snaturato inevitabilmente le abitudini e le inclinazioni delle persone fino a renderle passive presenze in una vita priva di piaceri e soddisfazioni. L'impossibilità di vivere le relazioni con gli altri in modo tranquillo ha estromesso violentemente dall'esistenza di ognuno di noi gesti e azioni che, come gli abbracci e i baci, rappresentano attimi di irrinunciabile vitalità affettiva. Non ci si deve scandalizzare, dunque, quando illustri psicologi e psichiatri denunciano il proliferare di disturbi della personalità in ogni fascia d'età. Negli adulti e soprattutto nei giovani, cioè, tali professionisti registrano malesseri di natura psicologica che si traducono in attacchi di panico e disturbi alimentari di oggettiva gravità. Ai giovani è stata negata perfino la possibilità di frequentare la scuola che notoriamente costituisce un luogo di formazione e di socialità di insostituibile importanza. Se tale scelta risulta assolutamente sensata per tutelare la sanità pubblica tuttavia è altrettanto innegabile che la maturazione dei giovani sia stata inficiata da questa radicale posizione.


IL PARERE DEGLI PSICOLOGI SULLA CONDIZIONE GIOVANILE NELLA FASE PANDEMICA

I disturbi dell'umore e dell'alimentazione sono, secondo il parere degli psicologi, le conseguenze drammatiche che la pandemia ha inflitto alle giovani generazioni. Soprattutto nell'età adolescenziale i ragazzi non hanno una personalità compiuta e la loro maturazione dipende da una socialità che in particolare nella scuola trova le sua più alta manifestazione. Il loro rapporto cioè con i compagni e con i professori diventa il terreno fertile per scoprire il proprio sè e dunque le proprie capacità di relazione col mondo che li circonda. Interrompere questo flusso di informazioni e sentimenti che corroborano la personalità di un individuo ha fatto sì che giovani per natura più fragili cadessero nelle braccia di un malessere psicologico fastidioso. L'intervento terapeutico dei professionisti del settore è tale da arrestare il rischio che questi disturbi prendano il sopravvento fino a radicarsi nella psiche delle persone. Tuttavia è notorio che è la vaccinazione e dunque la protezione generalizzata dal virus a restituire alla gente l'opportunità di ritornare ad una vita più dignitosa. Del resto conciliare la socialità con la diffusione di un virus letale è pressochè impossibile visto che il covid si trasmette per vie aeree. Pertanto il vaccino rappresenta l'unica arma in grado di opporsi alla sua virulenza.